La mia Città La mia Città Genova  Centro storico e vecchio porto.

Mia bella (foto01) Genova lanterna 1839 non ti riconosco più ,sei cambiata nell’arco di 60 anni. Come sei ora ( foto01a)
Ti ho visto fare un cambiamento che per alcuni potrebbe apparire migliorativo ,ma a mio giudizio ti preferivo come eri,città piena di vita dove si svolgevano miriadi di attività collegate al vecchio porto (foto 02),Vecchia centrale Enel (foto 02a) in particolare nell’angiporto nel suo centro storico (foto 03), ora in un vero degrado ed in stato di abbandono. Dove sono le innumerevoli botteghe artigianali,i grandi negozi dalle firme più famose ?Dove sono le urla festanti dei ragazzini che giocavano lungo questi vicoli,al pallone nelle piazzette,a nascondino,al giro d’Italia con le grette abbellite con foto dei famosi ciclisti (foto 03a),al pampano,alla lippa,al rincorrere il cerchio,ed in particolare alla cura dei carretti artigianali con le ruote a cuscinetti ben ingrassati,(foto03b)  gioco delle biglie (foto3c),giochi ora completamente spariti?Spariti i tradizionali carretti adornati di fogliame con una variegata assortita di pesce appena pescato (di allora città di pescatori) spinto dalle pescivendole (foto03d) che con i loro strilli invitavano le massaie a scendere comunque già attratte dal salmastro profumo che essi emanavano (ora sconosciuto). Che dire poi della mancanza degli urli dei ragazzini che il sabato sera annunciavano l’uscita dei numeri del lotto vendendo il giornalino per farsi qualche liretta (foto 03e). Sono sparite le bancarelle posizionate agli angoli dei vicoli di maggiore passaggio ,delle venditrici di banane con la classica cantilena "60 l’una le mie banane". E che dire poi delle vecchie trattorie che pullulavano il centro storico , in particolare la zona di Piazza Cavour e vicoli limitrofi , che si riempivano nell’ora di pranzo dopo il fischio quotidiano della sirena che annunciava la pausa , in aggiunta alla moltitudine di camionisti , spedizionieri , portuali , insomma tutta la manovalanza che girava attorno al vecchio porto .Non si vedono più le lunghe code di autotreni (foto 03F) che in fila indiana lungo la via Gramsci sino al varco doganale delle Grazie, in attesa della pesa per l’accesso al porto dove caricare la merce .Uno adesso,guardando il mare,non noterà più le innumerevoli navi alla fonda nella rada di Genova in attesa di entrare nel porto per le operazioni di carico e scarico. Il porto era vivo ,ai nuovi magazzini generali (foto 4) mentre ai vecchi MAGAZZINI (foto04a) vi attraccavano una infinità di navi provenienti dalle Americhe,dall' Australia e altri stati del mondo,piene di ogni genere di mercanzia , in particolare , balle di cotone e balle di lana , mentre alla calata della Marinetta erano ormeggiate le navi provenienti dall’Argentina con il loro carico di carne ecc che veniva stivato nei frigoriferi cosi detti militari con il ricarico delle navi con pezzi d'auto della fiat per poi riassemblarle a destinazione .A calata Mandraccio avveniva lo scarico dalle chiatte e navi (foto.05) ricolme di scacchi di caffé dove venivano pesati e stivati nel capannone <Porto Franco> tutto a spalle (foto 06) ,idem per il grano nei loro silos granari. Di tutto questo vertiginoso movimento della vita cittadina che ruotava attorno a questo porto non è rimasto neppure l’ombra e con esso il folclore della vecchia città lavoratrice. Il colpo più grosso inflitto è stato dato negli anni 90 con il rifacimento del vecchio porto con nuovo <Porto Antico> (foto 06a) con l’acquario (foto07). La bolla di Renzo Piano (Foto08) , Il Bigo (foto 09) la nuova pista del ghiaccio (foto 10), una piccola piscina scoperta davanti agli EX Magazzini del Cotone , bellissima operazione ,ma il guaio è che questa innovazione ha tolto il fascino ed il folclore delle memorie di una città che si era buttata nel lavoro di ricostruzione subito dopo gli anni della distruzione della grande guerra 1940-1945. Stazione marittima (foto11) e (foto 11b) Darsena (foto12) - sommergibile Nazario Sauro (foto12 prua)  (foto12 poppa)
Con la ristrutturazione del porto antico è andato scemando la vecchia stazione marittima dove si susseguivano incessantemente gli attracchi dei migliori e innumerevoli transatlantici (foto13) - dopo la dismissione della nostra flotta marinara susseguita ai grandi bastimenti ante durante-guerra (conte Biancamano /Conte Grande ecc)con l’entrata in funzione della Cristoforo Colombo –Andrea Doria (affondata il 26-07-1956) Sostituite in seguito dalla Michelangelo e dalla Raffaello che in concomitanza delle 2 navi passeggere statunitensi Costitution e Indipendence che si dividevano la rotta del Nord America ,mentre la Giulio Cesare e l’Augustus per la rotta del sud America (Argentina)ed altre navi cosi dette <violinisti> Verdi –Rossini –Donizetti -Puccini per il centro e sud America .Tutti questi bastimenti con i loro molteplici turisti,che si riversavano nella la zona Angiporto caricamento (foto14) .Via Gramsci – piazza caricamento-Trogoli Santa Brigida da via Prè (foto16)– Piazza Caricamento (foto17)- facenti parte del grande centro storico indicato nei depliant delle agenzie turistiche , che con lo shopping alimentavano la vita dei numerosi negozi della zona . Insomma tutto il centro storico era sempre vivo 24 su 24 alternandosi , nelle ore di sole con turisti , lavoratori e massaie che venivano giù dalle zone alte e ricche di Castelletto , poi nelle ore serali –notturne venivano sostituiti dalle donnine di facili costumi le quali si moltiplicavano a dismisura quando alla fonda fuori dal porto di Genova erano ancorate le navi da guerra di diverse nazioni che facevano capolino a Genova in particolare quelle americane. Piazza Caricamento (foto19)- e Piazza Cavour prima (foto20) - Piazza Cavour dove sostavano i corrieri (foto.21) -
Queste piazze animate in una prima fase da una moltitudine di carretti a mano ,da quelli trainati da cavalli , sostituiti poi dai più moderni mezzi a motore , a loro volta hanno dovuto lasciare lo spazio ai capolinea dei Tranway - riciclati dagli autobus , ora tramutate in una isola pedonale priva del fermento ad esso ruotante.
La sparizione dei Tranway (foto24) - ha lasciato un profondo ricordo in noi giovani di allora , specie quando per non pagare il biglietto si viaggiava a sbaffo attaccati al paraurti posteriore (foto25) , per completare l’opera si staccava l’asta conduttrice della corrente che faceva fermare il mezzo con l’automatica discesa del bigliettaio che con la visiera del suo cappello metteva in linea la guida dell’asta da inserire nel cavo elettrico , che noi accompagnavamo con una sonora risata contraccambiata da un improperio verbale alle volte anche colorito.
La Lanterna (foto26) e zone limitrofe ,piazza Nicolò Barabino sampierdarena (foto27) e vecchio porto lato ponente (foto28). Ove avveniva lo scarico dalle chiatte cariche (foto29) esso veniva tutto scaricato con le classiche coffe (ceste) e trasportate a spalla (foto30) su traballanti tavole dalla chiatta ai vagoni o magazzini . Anche queste sparite per fare spazio al nuovo terminale traghetti per le isole (foto31) . Mentre più a ponente il promontorio della Lanterna simbolo della città di Genova (foto32) che con la luce del suo faro permetteva alle imbarcazioni l’individuazione della costa .Il promontorio della lanterna era il limite della città di Genova che comunicava tramite la collina di San Benigno (foto33) e il suo Tunnel dove transitavano i tranway  che all'uscita venivano visitati dal doganieri ,poi abbattuta dove venne creato il ricongiungimento con la delegazione di Sampierdarena collegata solo tramite la galleria del faro (foto34) con la costruenda Via di Francia (foto35) - ed il nuovo ponte elicoidale (foto36) -(foto 36a) Mia vecchia e cara delegazione di San Pier D’Arena (foto37)  L’abbattimento della collina di San Benigno ha rotto l’oasi di questa delegazione ricca di fabbriche e negozi artigianali definita la piccola Manchester e una bella linea di spiagge (foto 38) e (foto39). Con il riempimento negli anni 30 del mare (foto 40) per fare spazio al nuovo porto( o prolungamento) sono sparite tutte le spiagge della meravigliosa e grande San Pier D'Arena , sono lontani i tempi in cui le barche venivano tratte in secco nella via Colombo (ora via San Pier D'Arena) (foto41).
Questo sfacelo è proseguito con il riempimento del mare (foto42) per la costruzione dell’aeroporto Cristoforo colombo e della strada sopraelevata (foto43) che congiungeva Sanpierdarena con la zona foce nel centro cittadino . Per la costruzione della stessa si sono dovute eliminare altre spiagge zona foce (foto44) - bagni alla foce del Bisagno (foto45) (foto46) come i bagni della strega (foto47)- ed i bagni della cava (foto48) e (foto49) mete di relax e amori balneari dei cittadini di Genova . Altre zone sono state sacrificate per la costruzione di questa strada sopraelevata come la zona del porto di calata Chiapella. Tutta questa operazione andava solo a beneficio della città di Genova ma a scapito della delegazione di Sampierdarena la quale si è vista cancellare il litorale marino e le su spiaggee costringendo gli abitanti che per fare un bagno dovevano recarsi nella delegazione di Cornigliano,sino alla sua capitolazione. Addio mia bellissima Cornigliano ed il suo simbolo (castello raggio foto50)
Questa delegazione era un luogo di villeggiatura in cui vi erano delle bellissime ville delle famiglie benestanti della città e inoltre era dotata forse delle più belle spiagge (foto51) e (foto 52) - del ponente cittadino,con il suo Castello raggio (foto53) la vita dei pescatori (foto54) ,vi erano stupendi palazzi , andati in degrado con la demolizione del castello raggio e le sua stupende spiagge per fare spazio alle acciaierie Oscar Sinigalia, ora italsider (foto55) con il riempimento del mare (foto56) .L’eliminazione delle spiagge è proseguito con le delegazioni di Prà e Palmaro e Voltri in parte. Nel levante cittadino per fortuna è stata solo apportata qualche leggera modifica . Per chiudere una veduta panoramica del porto attuale . (foto57)